ALBANIA CONTINUANO LE PROTESTE IN TUTTO IL PAESE
Le proteste che ormai da giorni hanno colpito tutta l’Albania, non si placano.
Gli studenti chiedono le dimissioni del Premier Rama.
Ancora scontri a Tirana tra manifestanti e polizia, sia vicino alla sede del ministero dell’Educazione, già teatro di atti violenti negli ultimi due giorni, ma anche in altre aree della città.
Attaccati e danneggiati edifici pubblichi e negozi da giovani manifestanti Incappucciati e mascherati, lanciando a più riprese sassi contro le forze dell’ordine che hanno risposto con gli idranti e i lacrimogeni. Alcuni manifestanti sono stati fermati.
Le proteste oramai divampano in tutto il Paese, da Nord a Sud, dove in molti casi le lezioni nelle università e scuole medie superiori sono state boicotatte.
A Durazzo a circa 40 chilometri a sud di Tirana e a Scutari, nel nord del paese, sono stati feriti alcuni agenti a causa del lancio di pietre.
La ministra dell’Educazione Mirela Kumbaro ha rivolto appelli pubblici ai genitori: “Non permettete che i vostri figli vengano esposti alla violenza e a situazioni che mettono a rischio la vita e la loro salute”.
“Manifestare è un diritto legittimo, ma non può essere usato come pretesto per la violenza, la distruzione della città o brutti scontri in mezzo alla strada”, ha affermato la vice primo ministro Albana Kociu. “Mi rivolgo agli studenti e a ogni cittadino onesto che crede nel diritto di protestare: prendete le distanze dalla violenza e dal vandalismo”.
Centinaia di giovani sono stati portati in ospedale, incluso 14 giornalisti che stavano coprendo le manifestazioni, a decine sono stati fermati.
Durissima la reazione degli agenti, che ha spinto l’Unione europea a invitare pubblicamente gli agenti a “un’azione proporzionata e che rispetti i diritti fondamentali”.
Tutto ciò però non ha spaventato le piazze. Al contrario a migliaia si sono riversati in strada, incuranti dei blocchi.
In piazza ci sono gli studenti che chiedono maggiori fondi per scuole e università pubbliche, motivazioni che sono parte delle proposte che li ha portati in piazza.
L’inflazione che ha eroso salari e le poche borse di studio, disoccupazione dilagante, corruzione sistemica che ha colpito anche l’entourage del Premier.
Poi c’è la protesta degli ambientalisti, in piazza da più di cento giorni contro il megaresort che la Affinity partners di Jared Kushner,il genero di Trump, vorrebbe tirare su in un’isola protetta per ricchi.
L’Albania si aggiunge alle proteste dei giorni scorsi in Francia, Spagna e a quelle che stanno montando in Italia tra occupazioni di scuole, blocchi di agricoltori e camionisti per il caro benzina e caro vita.
Gennaro Mallozzi
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